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Vita da bovini

La “Città del Verde” ha ospitato (quale location migliore!) nel mese di dicembre una mandria di bovini (una ventina tra mucche e vitelli), proveniente dai pascoli dell’alta Valle Seriana ed interessati a brucare nei pochi prati rimasti indenni dalle gettate di cemento che stanno cancellando il nostro territorio.

A metà dicembre gli animali hanno pascolato nella zona di via S. Vincenzo de Paoli e, prima di Natale, nel prato adiacente alla chiesetta dei Mortini. I muggiti e i suoni dei campanacci si udivano nella zona, alla vista appariva una bella immagine bucolica che ricordava i tempi passati, quando il paese era prevalentemente a vocazione agricola. Al netto, ovviamente, dello contesto di alberi a terra fatti a pezzi che caratterizza l’attuale quotidianità di Torre Boldone in tutti i suoi scorci.

Le “sentinelle” di alberieco.net le avevano già incontrate:

Tuttavia, di giorno gli animali non erano sempre custoditi, e forse nemmeno di notte, e non avevano nemmeno un riparo. Anche la notte tra il 27 e il 28 dicembre, quando ha nevicato copiosamente e con temperature bassissime, e il giorno dopo, quando sono rimasti nel prato con 20 centimetri neve senza poter brucare l’erba.

Sicuramente i proprietari avranno provveduto al loro sostentamento, tant’è che nel tardo pomeriggio sono stati condotti attraverso le strade innevate del paese fino al prato vicino all’ufficio postale dove sono stati rifocillati.

E qui, chissà come, una delle povere mucche finisce nella roggia lungo la Via Palazzolo.

Gli stessi pastori sono stati costretti a chiamare i Vigili del Fuoco per il recupero dell’animale. Recupero che riesce, non senza difficoltà, tra gli applausi della folla radunatasi e il traffico in tilt. L’animale se la cava e, insieme a tutti gli altri, dopo il bagno gelido trascorre la notte nel prato ghiacciato.

Verso mezzogiorno del 29 dicembre la mandria riparte per destinazione ignota.

Della situazione sono stati informati ENPA (uffici chiusi) ed il Dipartimento di veterinaria di ATS Bergamo, ovviamente da parte dei cittadini e non dell’amministrazione comunale o dei tanto sbandierati VOT.

ATS ha poi confermato di aver provveduto a contattare i proprietari degli animali e monitorare la situazione in quanto non è ovviamente consentito trattare gli animali a proprio piacere, e passare giorni e notti all’aperto al freddo, concludendole con un bel bagno, non è certo il modo più piacevole e salutare di svernare.

Considerazioni

Si possono fare tante considerazioni su questa.. vita da bovini.

La più gettonata è stata: MA POVERE MUCCHE! Perché (mal)trattarle in quel modo, facendo patire loro il freddo anziché ricoverarle in una stalla?

La seconda è stata: MA POVERI PASTORI! Che vita dura fanno per sopravvivere! E’ proprio necessario questo tipo di allevamento randagio? Quali le conseguenze per gi animali? Quali i benefici per i proprietari? Nelle loro località di provenienza non hanno stalle e pascoli?

Nel 2020, uomini e animali possono godere di un benessere adeguato. Se qualcuno vuol scegliere di fare un certo tipo di vita (arcaica e stoica) può farlo, ma gli animali invece no, non possono scegliere. Il progresso si misura anche da queste cose.

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