Under a White Sky: The Nature of the Future 1

Under a White Sky: The Nature of the Future

Elizabeth Kolbert, ed. Bodley Head, marzo 2021

Il libro che segnaliamo oggi è recente e non è stato pertanto ancora tradotto in italiano. Tuttavia la sua risonanza, ed il dibattito che ha aperto in tutto il mondo (è stato raccomandato come lettura per l’estate da figure del calibro di Barack Obama o Bill Gates), meritano una “anteprima” per i lettori di alberieco.net, sia per quelli che sono in grado di leggere la versione originale che per quelli che attenderanno la traduzione.

L’autrice è Elizabeth Kolbert, premio Pulitzer per il libro “La sesta estinzione” nel 2015 che ha portato all’attenzione generale il tema della grande cancellazione di specie che l’uomo (a differenza delle 5 precedenti nella storia del pianeta, dalle cause naturali) sta provocando sul pianeta.

Il libro racconta alcuni esempi di cosa sta succedendo in questa fase di Antropocene, dove gli uomini hanno già cambiato ecosistemi e territori, e stanno ora cercando di porre rimedio ai danni con interventi ancora più invasivi.

Dopo aver scoperchiato il vaso di pandora nessuno pare più in grado di rimetterci dentro quello che ne è uscito.

Under a White Sky: The Nature of the Future 2
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Dalla carpa asiatica infestante i fiumi e laghi del nord America, che nessuno riesce a gestire nonostante danni inerarrabili all’ecosistema, ed altri che sembrano barzellette ma sono reali, quali le numerose persone ferite da questi pesci che spesso saltano fuori dall’acqua colpendole al volto, e per i quali il “genio militare” americano è arrivato a provare a costruire barriere elettriche nei fiumi. Proseguendo con la progressiva scomparsa della Luisiana nonostante tutti gli enormi tentativi di fermare la sua trasformazione in mare e paludi, continuando per vari esempi legati al tentativo di salvare specie o ecosistemi che oramai sono in declino o la fine della barriera corallina e tutto il suo habitat, fino all’ingegneria genetica ed all’ingegneria ambientale impegnate per modificare esseri viventi ed ecosistemi al fine di cercare di ridurre il danno delle modifiche precedenti.

Il tutto condito con esempi delle ricerche più avanzate ed impegnative in questo senso, che però cercano alla fine solamente di limitare i danni e lasciarci vivere felici (?) in un pianeta in cui… il cielo sarà bianco a causa delle sostanza sparse per cercare di raffreddare l’atmosfera (da qui il titolo).

Un libro che nella sua narrativa asciutta esplora, lo si può proprio dire, un mondo di disastri già avvenuti e in divenire il cui unico responsabile è l’uomo nella sua manifestazione più ottusa e incapace. In questo senso è molto diverso da tutti i contributi che narrano di quello che diventerà il pianeta, in quanto racconta quello che già è diventato, oltre ovviamente a proseguire il discorso guardando al prossimo (non remoto!) futuro.

Una serie di disastri che si generano cercando di porre rimedio a disastri generati in precedenza, che sono stati generati cercando di intervenire su problemi precedenti…

“a book about people trying to solve problems caused by people trying to solve problems.”

Elizabeth Kolbert

E, soprattutto, un libro che racconta nella sua cruda tristezza gli enormi sforzi che si stanno fanno in varie parti del mondo con l’unico obiettivo di… limitare la perdita di tutto quello che avevamo già ricevuto, e siamo destinati a perdere per sempre.

Ne è valsa la pena di arrivare a questo?

In scala, è esattamente il racconto di quanto è avvenuto e sta avvenendo a Torre Boldone sotto la guida del sindaco Sessa-Macario.

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