Una gestione del territorio da condanna al TAR... 1

Una gestione del territorio da condanna al TAR…

“superficialità e trascuratezza, decisioni non supportate da motivazioni convincenti, unitamente ad una prolungata negligenza”

Sono parole che pesano come macigni quelle che i giudici del TAR (sentenza 47 del 20/01/2020) hanno messo nero su bianco su una sentenza contro l’amministrazione Sessa.

Sentenza che ci interessa, perchè dimostra con la cruda realtà degli atti giudiziari la politica che è stata perseguita nella gestione del territorio di Torre Boldone negli ultimi anni.

Da un lato vi sono, infatti, numerose aree del paese occupate da edifici fastiscenti e non più utilizzati. Una vera risorsa: terreno già sacrificato, attualmente del tutto sprecato, che può essere riciclato per nuovi usi. L’indirizzo di una buona amministrazione deve essere quello di fare sì che su questi terreni si vada a lavorare per nuove costruzioni. “Comune riciclone” dovrebbe partire dal territorio stesso del Comune.

Dall’altro abbiamo le aree verdi, alberate, non sacrificate e non costruite. Queste sono le aree che andrebbero sempre e comunque tutelate da nuovi usi edilizi. E abbiamo invece un’amministrazione pubblica che promuove la distruzione irreversibile di questi ambienti. Un caso su tutti: via Kennedy, dove l’area boschiva di proprietà comunale è stata venduta ad un privato che la sta attualmente devastando per costruirci sopra.

La sentenza del TAR

In mezzo abbiamo la cronaca giudiziaria. Un cittadino, proprietario di uno di questi edifici fatiscenti, voleva intervenire per recuperarlo. L’amministrazione Sessa ha emesso dei regolamenti che lo impediscono. “Motivi tecnici” come dice il sindaco? Emerge dagli atti che gli stessi uffici tecnici del Comune si erano espressi in direzione diametralmente opposta, ritenendo legittime le richieste del cittadino.

Nonostante questo, con “superficialità e trascuratezza e senza motivazioni convincenti“, come scrive il giudice del TAR, Sessa ha voluto bloccare le iniziative del cittadino relativamente al recupero del suo immobile. Questa superficialità e trascuratezza di condotta assunta dal Comune, scrive sempre il TAR, “si è rideterminata soltanto dopo la reazione del ricorrente in sede giurisdizionale”. Nero su bianco che l’amministrazione non ha valuto sentire ragioni, fino a che, messa con le spalle al muro dal ricorso al giudice, ha ammesso di non avere ragione alcuna. Come possiamo noi definire questa condotta nei rapporti con i cittadini?

Il risultato del buongoverno

Il risultato di questa “prolungata negligenza”, sempre per usare le parole del giudice, è un danno non solo al cittadino proprietario dell’immobile, che ha perso tempo ed energie, ed ha dovuto affrontare una costosa causa davanti al TAR.

Il risultato è che questo inutile scherzo è costato a tutti noi, a tutti i cittadini di Torre Boldone, gli oltre 20.000 € spesi dal Comune.

Questo è il risultato di un modo di amministrare che evidentemente ritiene di poter disporre del territorio, e degli interessi dei cittadini, in totale liberà.

É stato presentato un esposto alla Corte dei Conti affinchè il danno causato da chi ha voluto “con testardaggine” portare il Comune a dover pagare grosse spese legali, quando l’ufficio tecnico del Comune stesso dava torto a questa scelta, non sia pagato da tutti i cittadini ma solo da chi ne è responsabile diretto. Responsabilità è una parola che un amministratore pubblico per primo dovrebbe tenere sempre ben presente, e responsabilità vuol dire rispondere dei propri errori. Indifferenza è quello che invece dovrebbero considerare i cittadini: l’indifferenza che, voltandosi dall’altra parte, permette chi dimentica la responsabilità di fare qualsiasi cosa.

Chi siamo noi?

Anche che la singola vicenda più o meno finisce bene, con un risarcimento al cittadino delle spese (ma i ritardi? il tempo perso? le mancate azioni che non ha potuto fare? lo stress?).

Ma non tutti i cittadini hanno da investire le cifre necessarie per un ricorso al TAR (che non è regalato, e non garantisce il risultato a prescindere dalle ragioni, come tutto il sistema giudiziario).

Gli altri cittadini, magari con meno mezzi, cosa devono fare? Prendere quanto imposto dal sindaco di turno sulla testa ed incassare chinando il capo?

Come cittadini ci sentiamo derubati da chi che usa i nostri soldi per colpire gli interessi di un altro cittadino. Vogliamo che li usi per sistemare il paese, per farlo funzionare, per aiutare chi ne ha bisogno. Non accettiamo che li usi per capricci testardi. Sono nostri, non sono suoi.

Come il territorio, come il Comune: sono nostri, non è cosa tua.

Chi sei tu?

il sindaco

Resta l’ovvia domanda di fondo, che rivolgiamo direttamente al sindaco Sessa: perchè hai fatto questo? Perchè hai voluto insistere contro alcuni cittadini con la dimostrata testardaggine, senza averne agomento alcuno?

Dobbiamo credere ai pensieri che dicono che è stata una scelta per motivazioni del tutto personali? E se davvero così fosse, quali altre scelte amministrative sono state guidate da questo criterio?

Attendiamo la risposta, che saremo felici di pubblicare.

Rassegna stampa

L’Eco di Bergamo

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Bergamo News

BergamoNews - 28/01/2020 - TAR bacchetta il Comune
BergamoNews – 28/01/2020 – TAR bacchetta il Comune
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