spettacolo spazioporto Sessa

Una foto che fa cultura

A Torre Boldone impazza l’estate “culturale” dell’amministrazione comunale. Non ci sono stati i soldi per l’inchiostro nelle stampanti delle scuole, nè per mille altre necessità richieste a gran voce dai cittadini, ma sono stati “investiti” quasi 12.000 euro per TRE fantastici spettacolini con lo scopo di cercare di dare senso all’esistenza dello “spazioporto Sessa“. Evviva!

Non solo siamo felici di questo investimento nella cultura, tanto da cercare di non guardare all’infinita serie di spese per “cene” e “pernottamenti” che la discutibilissima scelta organizzativa comporta (vedi in fondo all’articolo l’elenco ufficiale). Nè allo spaventoso costo di 2.220 euro per il “service” di uno solo di questi (ci saranno le fontane di cioccolato e i fuochi d’artificio?). E neppure il fatto che in occasione di questi spettacoli proliferino nei canali della propaganda soprattutto le fotografie delle “cene con sindaco, assessori e parenti vari” (120€ a botta). La cultura vale tutto questo spreco.

Ringraziamo invece per il grande regalo fatto alla cultura di tutti noi dall’amministrazione, riassunto perfettamente nella fotografia usata dalla propaganda del sindaco:

spettacolo spazioporto Sessa
spettacolo spazioporto Sessa

Guardate che spettacolo! Guardate quante cose si imparano da questa foto! Questo si che è fare cultura!

Pillole di cultura da una foto perfetta

Analizziamone qualcuna, pur con i nostri limiti che impediranno di citarle tutte.

L’albero che trionfa

Il re di questo spettacolo è indubbiamente l’albero dietro al pubblico. É lui l’unico indispensabile, l’unico capace di tenere il pubblico seduto, l’unico che ripaga della spesa (è anche l’unico che non chiede niente tra l’altro).

Da questa foto capiamo in maniera terribilmente diretta quanto sarebbe importante avere alberi nel nostro parco, quanti regali questi alberi ci fanno, quanto sono importanti gli alberi adulti e “vecchi” e irrilevanti le finte piantumazioni. C’è un solo protagonista della fotografia, e c’è un solo protagonista che domina lo spettacolo con la sua presenza scenica: l’albero. Senza di lui, molto semplicemente, nessuna delle persone avrebbe resistito più di qualche minuto, e tanti saluti all’assessore…

Lo spazioporto senza senso

Tutto quello che vediamo attorno al protagonista è stato costruito abbattendo gli alberi che erano presenti nel parco.

Il fantomatico palco alla fine semplicemente non sarebbe… usabile senza l’albero! Quanto costruito non ha nessun valore senza quanto si è voluto distruggere. Come dite? Lo spazioporto era pensato solo per i giorni di pioggia? Oppure fa tutto parte del progetto, siamo nella “città del verde”? Ecco, magari non stanno proprio così le cose, vediamo perchè.

Lo spettacolo è stato possibile grazie ad Alberieco.net

Il sindaco Sessa-Macario voleva abbattere anche quell’ultimo albero, così come ha fatto per tutti i suoi fratelli. Uno scempio odioso e dannoso, che però fa parte del suo progetto e del suo modo di distruggere il nostro territorio. Quell’albero è stato salvato, lui e solo lui, solo grazie ad Alberieco.net ed alle proteste dei cittadini, che hanno inondato di indignazione l’amministrazione comunale. Ovviamente il progetto di cementificare il parco non è stato fermato (sono arrivati solo i consueti insulti ai cittadini), ma quell’albero, unico e solo, rappresenta quello che è rimasto. Guarda caso, rappresenta anche l’unica cosa di valore di cui oggi abbiamo bisogno in maniera indispensabile. Quanti di voi sarebbero rimasti in quel posto senza l’albero quel giorno?

Come sempre documentiamo la realtà. Il fallimentare progetto prevedeva.. il deserto (e i “nuovi” alberelli sulla destra sono immaginari, non fatevi illusioni):

progetto spazioporto
progetto spazioporto

Anche lo sfondo

Persino lo sfondo della foto fa cultura. Guardate come si staglia meravigliosamente la gru, simbolo imperituro, assieme alla ruspa, degli anni dell’amministrazione Sessa-Macario! Sembra che la mano dell’assessore alla cultura abbia voluto metterla in posa per la foto, e vista la stretta vicinanza con i cantieri forse è stato proprio così.

Come era

Un pensiero lo dobbiamo dare a tutti gli alberi, belli e grandi, che rendevano piacevole e valorizzavano quell’area del parco. Gli alberi che una mano senza capacità ha cancellato in nome di “vialetti” enormi e cemento ovunque: lo spazioporto Sessa. Gli alberi sotto ai quali c’era ombra, c’erano prati, c’era paesaggio, c’era fresco.

Gli alberi a cui abbiamo dedicato tanti articoli.

Parco scuole: come erano
Parco scuole: come erano

La cultura costa

Come si sa, la cultura non è gratis. Questa splendida lezione, che sarebbe bello avessero imparato gli amici dell’amministrazione Sessa-Macario (ma forse sono più impegnati a costruire ville all’isola d’Elba?), ha avuto un costo, tutt’altro che economico. 11.495 euro. Nostri. Sottratti ad altre possibilità, anche culturali, sicuramente più efficaci, gradite e richieste, nonchè economiche.

Ma si sa, quando i soldi non sono i nostri non si bada a spese pur di salire su un palco…

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1 commento

  1. aggiungiamo ai costi quelli dei DUE vigili in orario serale messi in servizio al secondo appuntamento. Quando servono ai cittadini i vigili non ci sono perchè non hanno ore, quando non servono a niente ma fanno coreografia come alle passerelle dell’amminstrazione eccoli….

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