ucraina: bombardato l'ospedale maternità

Siamo in guerra: facciamo la nostra parte

L’ignobile guerra che i dittatori del clan Putin stanno portando avanti contro l’Ucraina e l’occidente tutto ha messo a nudo i ritardi e l’incapacità politica di chi ha governato l’Europa e l’Italia negli ultimi decenni.

Un personaggio uscito direttamente dal secolo scorso come il dittatore russo non sarebbe infatti mai stato in grado di armare un esercito e mandarlo a fare male a così tante persone, se non avesse potuto farsi forte dei soldi dell’occidente, e spesso della sudditanza di politici occidentali a suo libro paga. Talvolta messi al loro posto manipolando l’opinione pubblica con quella devastante invenzione chiamata Facebook, un sito da cui chiunque dovrebbe cancellarsi. La sua folle partita a Risiko sulla pelle della gente, l’arroganza con cui decide di porsi al centro delle sorti del mondo intero, la supponenza con cui si è mosso con la certezza di poter agire indisturbato, infatti, non ci sarebbero senza quel miliardo abbondante di euro che OGNI giorno l’Europa paga alla Russia per avere in cambio i vecchi combustibili fossili.

La guerra è finanziata da noi

Senza il gas e il petrolio che noi per decenni abbiamo comprato con continuità, uccidendo il nostro pianeta e il nostro futuro, la Russia non sarebbe niente, e la sua economia sarebbe ad un livello poco più alto della sussistenza. Probabilmente nemmeno la cricca che la controlla sarebbe ancora al suo posto, nè gli oligarchi che la compongono sarebbero in giro per il mondo a comprare yacht e ville (italiane).

Questa premessa per dire che, senza addentrarsi sugli aspetti più drammatici di quanto sta avvenendo, o in esaustive analisi di geopolitica, ma limitandosi a quei temi che sono propri di alberieco.net, il nostro rapporto con ambiente, tecnologia, energia, inquinamento, scelte di investimento, e la nostra capacità di guardare e muoversi nella direzione del futuro invece che del passato, ha la sua responsabilità, ed ora il conto ci viene presentato.

Così come sta per fare il riscaldamento globale, così l’imperialismo megalomane della premiata ditta Putin & amici (Cina prima di tutto) ha posto fine drammaticamente ai tentennamenti di chi aveva paura a rinunciare allo status quo per costruire qualcosa di nuovo e migliore.

Ora che l’Europa si è brutalmente risvegliata dal torpore dove ha vissuto, non può più fare a meno di imboccare con la giusta velocità quanto stava troppo lentamente iniziando a fare, salvo perdere la libertà e lasciare spazio alle dittature. La strada dell’autonomia energetica, basata su fonti totalmente pulite.

Eliminare il fossile per costruire un mondo più libero

Porre fine una volta per tutte non solo alle importazioni dei combustibili fossili dalla Russia, ma al consumo dei combustibili fossili in senso assoluto, è l’unica e sola strada per porre fine a tutti quei regimi dittatoriali di cui sono costellati i paesi dove queste materie vengono estratte. Eliminare l’uso del fossile è la sola è unica strada per la pace e la stabilità del mondo, Europa in primis. Andava fatto in passato: facciamolo almeno ora.

L’Europa sta eliminando la Russia dalle sue forniture, e questo è giusto e doveroso, ed è l’unica arma che può rendere nudo il sanguinario invasore. Se l’Europa potesse oggi stesso dire a Putin “tieniti pure il tuo gas”, quest’ultimo abbasserebbe la cresta ne possiamo stare certi. Ma la notizia più importante è che l’Europa stia cercando di eliminare il fossile per intero, seppure in tempi ancora troppo lunghi e con tante resistenze.

Miliardi di euro dati ogni giorno a paesi “produttori” (ma si “produce” il gas? il gas è sottoterra… chi ce lo vende l’ha solo “predato alla terra” caricandoci sopra un guadagno immeritato) devono smetterla di varcare i confini. Devono rimanere da noi, essere spesi per costruire impianti di energia rinnovabile, infinita e autonoma, e per fare ricerca scientifica e tecnologica. Spesi e non bruciati. Investiti per il futuro e non per il passato. Al servizio del progresso e non della violenza.

Dimenticare i politici complici

Quei politici, tanti anche italiani, che hanno decantato (spontaneamente o con qualche spintarella) il modello Putin devono sparire dalla circolazione. Sono gli stessi, guarda caso, che hanno sempre alzato cortine fumogene contro la transizione energetica, ad esempio buttando sul tavolo, per buttarla in caciara, la fissione nucleare come se fosse una strada con qualche beneficio. Tutti questi politici non devono avere più spazio nelle nostre società, devono estingersi come i combustibili fossili.

Anche queste persone devono rispondere dei danni che hanno fatto. Come quel sindaco polacco, di ultradestra, ha fatto notare ad un noto politico italiano, di ultradestra, irridendolo davanti alla sua passerella priva come sempre di qualsiasi contenuto…

Facciamo la nostra parte

Tutti noi siamo in guerra contro la dittatura, tutti noi siamo al fianco dell’Ucraina e della libertà occidentale. Della nostra libertà. E non in modo simbolico o etico, ma in modo molto concreto.

Tutti noi pagheremo un prezzo per la difesa della libertà, è chiaro. Ma tutti noi possiamo fare la nostra parte in maniera attiva, in maniera tangibile e determinante. E senza ricorrere alla violenza.

Il nostro impegno deve essere quello di una lotta quotidiana contro gli sprechi, energetici prima di tutto. Dobbiamo ridurre drasticamente i nostri consumi, per avvicinarci alla possibilità di rifiutare il gas di Putin.

Eliminare gli sprechi nella nostra vita quotidiana è possibile e, non crediate, il risultato complessivo potenziale è enorme: dall’uso dell’elettricità, agli spostamenti in auto, passando per gli sprechi alimentari e per il riscaldamento. Ogni volta che sprechiamo qualcosa, stiamo aiutando Putin e gli altri dittatori del fossile. Deve essere un nostro pensiero in ogni minuto: come posso consumare di meno in quello che sto facendo ora?

Non vuol dire rinunciare a molto, e tante volte non vuol dire rinunciare a niente. Rinunciamo però a quanto non è veramente importante, riscopriamo il senso della sobrietà intesa come investimento in qualcosa che se lo merita invece che buttare le risorse per mera pigrizia.

Pretendiamo che i nostri amministratori pubblici si dedichino con reale impegno a questo scopo nell’amministrazione della cosa pubblica: basta edifici pubblici con riscaldamento stupidamente alto, basta fontane scenografiche nelle rotonde, basta fari a illuminare le facciate dei Comuni tutta la notte, basta giardinieri a tagliare i fiori nei prati ogni due settimane, basta edifici pubblici in condizioni di manutenzione ed efficienza energetica terribili.. la lista potrebbe durare per pagine.

Spostiamo le nostre risorse economiche sull’autonomia energetica, un spesa che non brucia i soldi ma li rende produttivi per decenni: ad esempio non esiste un solo motivo oggi, pratico o economico, per cui il nostro territorio non sia costellato da una sterminata distesa di tetti con pannelli fotovoltaici sopra. E invece sono rari. Ognuno deve rendere la sua casa produttrice di energia, non consumatrice. Deve impiantare oggi stesso i suoi pannelli: consentiranno, per tantissimi mesi, di mettere il gas nei depositi in vista dell’inverno e non bruciarlo.

Eliminiamo gli sprechi alimentari: ogni cibo buttato è stato prodotto, trasportato, imballato, spesso refrigerato… Contiene al suo interno un po’ di quel gas che possiamo invece risparmiare.

Gli spunti sono infiniti, in ogni minuto della nostra giornata basta fermarsi e mettere in discussione quello che ci circonda, chiedendoci se non si potrebbe fare di meglio e tagliando ancora un pochino di quel consumo.

Viviamo una svolta storica

Facciamo la nostra parte: volenti o nolenti siamo dentro a quanto è successo, diamo allora uno scopo ai nostri sacrifici. Non esiste modo di dare senso al dolore di bambini bombardati dentro a un ospedale, ma chi concepisce questo deve essere privato, nell’attesa di presentargli il conto, delle sue possibilità di ricattarci. Facciamo dell’Europa un faro del mondo che verrà dopo questa svolta storica.

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