Area verde dove l'amministrazione vuole costruire un parcheggio

Salviamo la collina dall’asfalto

Una nuova, ennesima, colata di asfalto non richiesta sta per abbattersi su quel poco di verde che è rimasto a Torre Boldone. In piena continuità con quanto avvenuto, ad esempio, in via Kennedy.

In via monte Ortigara, esattamente dietro alla scuola materna, l’amministrazione comunale sta per intervenire su un’area collinare verde, pregiata e delicata, con l’idea di coprirla di asfalto.

Salviamo la collina dall'asfalto 1

Sta per intervenire, ancora una volta in conseguenza dei progetti di edilizia sul territorio e non su richiesta della popolazione (il progetto è legato al progetto di una società immobiliare, la “Edil Carrara Franco e c snc di Carrara Milco e Stefano” che vuole operare a poca distanza) e non di qualcosa per il bene comune. Sta per intervenire, per l’ennesima volta, prendendo un po’ del poco verde residuo e buttandoci sopra una distesa di asfalto.

Il progetto è già concreto. Addirittura, come fosse un vanto, l’amministrazione ha posto un cartello davanti all’area dicendo che lì presto il verde sparirà, e al suo posto arriverà un bel… parcheggio!

Alberieco.net ed i cittadini di Torre Boldone chiedono al sindaco Sessa-Macario ed all’assessore Rotini di togliere la loro firma da questo scempio. Di fermare, ora e per sempre, qualsiasi progetto volto a toglierci un pezzo di verde e coprirlo con asfalto e cemento. Quale motivo hanno per fare diversamente? Chi ne guadagnerà? Ci rispondano. A noi, ai cittadini, ai bambini della scuola materna.

Perchè questa insistenza a passare alla storia come i più grandi cementificatori di Torre Boldone? Diano ora un segnale diverso, dimostrino che hanno una qualche capacità di pensare nella direzione del bene comune e del progresso, e non nell’unica direazione del cemento. O sceglieranno anche questa volta di diffondere foto di Google Maps per dimostrare che in quell’area “non c’è verde”? Nel dubbio mostriamo qui di cosa stiamo parlando:

L’inutilità fatta asfalto

Vogliamo infine spendere due parole sull’utilità di questa opera, per chi fosse interessato ad approfondirla? Del motivo per cui dovremmo sacrificare un altro pezzo delle nostre colline?

Parliamo di un parcheggio in una zona totalmente periferica, in un punto anche viabilisticamente difficile da raggiungere, senza nessuna “domanda”.

Parliamo di un’area collinare in forte pendenza, il cui cantiere prima ed il parcheggio poi, andranno a finire davanti alle finestre della scuola materna. Invece che dare alle classi un bel parco, cosa ci sarà di meglio che mettere letteralmente davanti al naso dei bambini qualche tubo di scappamento? Quanto saranno contenti i bambini! Quante ruspe potranno disegnare durante gli scavi davanti alle loro finestre! Questo si che è un progetto utile alla cittadinanza. Nè può certo un giardino a fianco del parcheggio essere ritenuto compensativo.

Parliamo di un’area dall’equilibrio idrogeologico delicatissimo. Già il disastro combinato ai “mortini“, a poca distanza, ha mostrato quali danni si possono fare a giocare con le ruspe. Qui parliamo di un intervento ben più esteso.

In sostanza, quale è l’utilità?

L’area

Questa è l’area del previsto scempio. Come si vede è terreno collinare in estrema periferia. Chi in quel punto vede l’utilità di sacrificare la collina per un parcheggio alzi la mano!

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2 commenti

  1. Sono assolutamente contraria a un’ ulteriore cementificazione del territorio. In Italia ci sono troppe cocostruzioni e, contemporaneamente, troppe abitazioni vuote. Non ha senso. Stiamo rovinando il nostro Bel Paese, senza considerare i danni sul microclima e sull’assetto idrogeologico del territorio.
    È ovvio che all’amministrazione comunale faccia comodo incassare gli oneri di urbanizzazione, ma potrebbe risparmiare evitando opere tanto inutili quanto costose (sentieri di cemento e ponticelli)

    1. Author

      In questo caso è anche peggio:è il parcheggio stesso quanto l’immobiliare offre in cambio della speculazione edilizia che vuole fare più a monte. Come se quell’asfalto fosse un beneficio e non un danno.

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