Quanto vale un bosco 1

Quanto vale un bosco

La risposta a questa domanda, lo sappiamo, richiederebbe una analisi ampia ed approfondita. Ne abbiamo discusso molte volte, e per ora limitiamoci a guardare al “tempo” che un albero incorpora nel suo valore. Quanto valgono i decenni di lavoro necessari a creare un bosco? Quanto vale la fatica per crearlo?

In altri termini, quanto valore ha un bosco per il solo fatto che, per “realizzarlo”, siano necessarie una o più generazioni?

Una misura di quanto questo non sia capito da tanti ce la danno due impegni di spesa recentemente presi dal Comune di Torre Boldone, che riguardano due attività diametralmente opposte. Da queste azioni, e queste spese, ben si vede l’importanza data all’investimento a “costruire”, quello a “distruggere” e i risultati che vedremo in entrambi i casi.

Tagliamo il bosco (vero)

La prima spesa riguarda l’ennesimo taglio e devastazione del bosco del Gardellone. Quell’area che era un bosco, e che gli improvvidi interventi dell’amministrazione devastatrice hanno portato a rovinare abbattendo alberi, realizzando strade, e il famoso quando contestato “ponte sul nulla“.

A corollario delle spese già sostenute per questa serie di inutili danni, un nuovo impegno di spesa è stato preso per abbattere e scavare ancora un po’. Con la determina 75 del 06/04/2021 stati infatti affidati alla ditta Piramide srl di Palazzago altri 2.383,68 euro con lo scopo di “formare sentieri” oltre il famoso ponte che finiva sulla collina alberata (già tagliata e abbattuta).

Qualche ora di lavoro, altri soldi, e un altro pezzetto di bosco ci avrà lasciato cancellando decenni di “lavoro” che gli alberi avevano fatto per costruirlo.

il ponte nel nulla
dove finiva il ponte: oltre si è abbattuto e scavato

Piantumiamo il bosco (urbano)

La seconda spesa riguarda l’acquisto da vivaio di alcuni alberelli. Si tratta di 8 alberelli (di età e dimensione non meglio precisate), su cui il Comune ha investito ben 1.344.20 euro. La troviamo assegnata nella determina 108 del 10/05/2021 a favore della ditta Florovivaistica Picinali di Nembro.

Investimento che fa seguito al grande investimento (niente: erano omaggi Ersaf) che è alla base del “bosco urbano”, che infatti dopo anni si presenta sempre come un prato e non un bosco.

Quando fra 30, 40 o 50 anni questi 8 alberelli avranno realizzato (forse) un bosco, si può dire che avremo un ritorno della faraonica somma investita. Intanto questo è il massimo che si può ottenere pensando di “costruire un bosco” con questo impegno. Che comunque, se adesso vedremo almeno qualche vero alberello, apprezziamo più della plastica che è stata piantata fino ad ora.

bosco urbano - un anno e mezzo dopo
bosco urbano di Torre Boldone – un anno e mezzo dopo

Apprezziamo il Greenwashing dell’amministrazione comunale

Oggi va di moda nel mondo il “greenwashing“. Vuol dire che per farsi belli si prendono posizioni o si fanno iniziative per cercare di farsi passare per persone o società impegnate nella costruzione di un mondo migliore, e in particolare in forme di tutela dell’ambiente. Si tratta del diffuso “ecologismo di facciata”.

Prevedendo le autocelebrazioni in pompa magna, ringraziamo da ora la triade Sessa-Macario-Rotini per questo bell’esempio: 2.383,68 euro spesi per togliere subito di mezzo un pezzo di bosco, 1.344.20 euro spesi per costruirne un pezzo più piccolo che, se va bene, vedranno i nostri nipoti.

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