Volantino contro lo scempio del Gardellone

Ponte sul Gardellone: continuano le proteste

Continuano ad emergere le proteste ed il malessere per la prossima devastazione dell’area boschiva del torrente Gardellone (meglio noto come “il nostro ponte sullo strettissimo”), laddove “l’amministrazione del cemento” Sessa-Macario ha deciso di trasformare un sentiero nella solita “autostrada”, con tanto di cavalcavia (dopo lo “spazioporto Sessa” avremo forse intitolato anche il “ponte Rotini“?) su quei pochi centimetri di acqua. Il secondo classificato nella recente votazione dei cittadini di Torre Boldone sugli scempi 2020.

In paese sono tornati ad essere affissi, in vari punti (scuole elementari, scuole medie, oratorio, biblioteca, parco avventura, parco vicino alla Chiesa, centro s. Margherita, ecc.), i volantini di protesta nati e già visti nelle scuole del paese qualche tempo fa, e di cui avevamo già dato conto.

Le “sentinelle” di alberieco.net ne hanno documentati alcuni prima che venissero fatti sparire (la critica non ha diritto di residenza in questo paese):

Sordi a tutto, purchè si asfalti

In seguito alle proteste già manifestate (alberieco.net, i ragazzi dei volantini, persino la minoranza di “Abitare” in consiglio comunale…) l’amministrazione comunale ha risposto con il suo solito copione.

Vale a dire ignorando le richieste, irridendo chi le porta avanti, difendendo l’importanza di abbattere alberi, devastare sentieri, costruire e colare cemento come unico scenario di progresso possibile, annientando il dissenso ed alimentando le false notizie su quei canali che ha creato e controlla con censura minuziosa sul suo principale strumento di propaganda politica, quei gruppi “finti aperti” su Facebook dove seleziona attentamente le notizie che possono arrivare alle orecchie dei cittadini.

Ma la realtà oggettiva non solo è sotto gli occhi, ma circola lo stesso ed arriva anche a chi è più lontano, alimentando quel sempre più diffuso malessere nei confronti della devastazione insensata che sta subendo il nostro territorio.

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3 commenti

  1. Perché invece di costruire quello stupido costosissimo ponte, non ne fanno uno di legno con poche assi, oppure non mettono nel greto del ruscello qualche grossa pietra piatta su cui camminare per attraversarlo? Perché non utilizzano invece quei soldi per sistemare, con ghiaia o lastrico di ciottoli, il sentiero che porta da Fenile a Ranica alta, quasi sempre impraticabile per il fango?
    È un percorso molto frequentato e sarebbe apprezzato da tutti gli amanti della natura e delle passeggiate intorno a Torre Boldone.

  2. Gentile Annamaria,
    i “perché” che pone sono anche i nostri “perché”, sono i “perché” di molti cittadini che hanno manifestato contrarietà ma che non stanno avendo alcun ascolto.

    L’assessore Rotini, che ha l’indubbio merito di esprimere con chiarezza le proprie posizioni pur esponendosi a probabili critiche, ha bene illustrato la filosofia sottostante a molte delle scelte che non condividiamo:

    – “il ponte in legno richiede manutenzione periodica, con i costi conseguenti, mentre l’acciaio, una volta in sede, non richiede manutenzione; l’ampiezza notevole del ponte, per permettere il passaggio misto di pedoni e biciclette, richiede una struttura adeguata”;

    ma soprattutto:
    – “anche nel Parco dei Colli si asfaltano i sentieri principali: perché qui no? Se è permesso, si può fare, ovunque”.

    E purtroppo occorre dire che questa è la realtà a cui assistiamo a Torre Boldone, ma anche in tante parti d’Italia.

    Per quanto riguarda la manutenzione dei sentieri in uso comune ai cittadini e ai molti appassionati delle passeggiate in Natura, constato con Lei la trascuratezza che depone per un disinteresse totale dell’amministrazione per la difesa dell’ambiente e per le reali abitudini e necessità dei cittadini: insieme al dolore per le devastazioni, che non si limitano a questo ponte con annesse piste, verifichiamo la consapevolezza di non essere considerati, come cittadini, i protagonisti e i destinatari dell’amministrare.

  3. Avremo una “superstrada” tipo quella alla Ronchella (dove una delle motivazioni di Sessa & Co. è stata quella di poterci far passare le ambulanze!!!!!) che finirà nel nulla. Purtroppo confondono il fatto di rendere accessibili i percorsi con un’antropizzazione del tutto inutile.
    Oltre il ponte ci saranno i soliti sentieri pieni di fango e senza indicazioni. Un consiglio a chi come me è andato per boschi in questi tristi weekend in zona arancione: con Openstreetmap si possono scoprire sentieri pressochè invisibili.

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