Polveri sottili: la risposta dei sindaci /1 1

Polveri sottili: la risposta dei sindaci /1

L’aria nel nord Italia è pessima, e lo è soprattutto in inverno. Il motivo è presto spiegato, ma la cosa imbarazzante è che anche la causa e la soluzione sono chiare. Eppure non si interviene.

Per questo Alberieco.net ha contattato direttamente una serie di Sindaci chiedende loro con un paio di domande molto semplici cosa intendono fare per salvarci da questa situazione drammatica.

Le polveri sottili: la principale fonte di morte della nostra aria

Tra i vari veleni che siamo costretti a respirare nell’aria soprattutto del nord Italia, le polveri sottili PM10 e PM2.5 sono oramai diventate di gran lunga la prima causa di malattie e morte.

Hanno superato quelli che erano gli inquinanti “storici”, contro cui sono state condotte battaglie dai risultati apprezzabili e la cui origine era più legata al mondo dei motori e dell’industria.

Le conseguenze delle polveri sottili sono in parte ampiamente dimostrate, per esempio la morte per malattie cardio respiratorie e tumore, gli incrementi dei ricoveri ospedalieri e visite urgenti per problematiche respiratorie, le bronchiti corniche e aggravamento dell’asma (è noto a tutti, pediatri e non, che l’asma infantile è oramai diffusissima e cronica nei nostri bambini). Oltre a queste vi sono sempre più conseguenze per cui si stanno completando le ricerche per dimostrarne il legame diretto, ma che oramai portano già in una chiara direzione: per esempio il legame tra pm25 e malattie di degenerazione quali Alzheimer e Parkinson è oramai più che un sospetto, ed ed stato oggetto di una ricerca pubblicata di recente sulla prestigiosa rivista The Lancet che fornisce un responso ben preciso: “We provide evidence that exposure to annual mean PM2·5 in the USA is significantly associated with an increased hazard of first hospital admission with Parkinson’s disease and Alzheimer’s disease and related dementias“. Le PM25 provocano forme di demenza, Alzheimer e Parkinson in particolare: il responso medico è chiaro, e sono danni che si aggiungono a quelli già noti al grande pubblico.

La situazione che riscontriamo

DI fronte al fatto di aver trasformato l’intero nord Italia in un posto dove è dannoso vivere, sarebbe scontato vedere una corsa alla ricerca della soluzione e al massimo sforzo e sacrificio per togliere di mezzo un qualcosa che provoca così tanto dolore. Non è quello che abbiamo fatto con il Covid?

Non sarebbe nemmeno difficile dare un taglio drastico alle emissioni di polveri sottili. Più del 50% delle polveri sottili presenti nella nostra aria hanno infatti una unica fonte, come ben noto a chi si occupa della nostra aria e come certificato dalle varie ARPA delle Regioni del nord. Una fonte stupida, una fonte circoscritta ai capricci di una minima minoranza di cittadini, una fonte che potrebbe facilmente essere eliminata non essendoci alcuna difficoltà a sostituirla.

Più del 50% delle polveri sottili che ci uccidono sono causate dai camini domestici nelle loro varie declinazioni.

Non è spaventoso?

Per una analisi più completa di come i camini siano il nemico numero uno della nostra aria, si può fare riferimento all’articolo della scorsa estate “Perchè adesso le polveri sottili spariranno, ma solo per tre mesi. Scommettiamo che non sai chi ti avvelena?

Fonti PM10
Fonti polveri sottili

Danni a tanti per la scelta di pochi

A rendere ancora più odiosa la situazione vi è il fatto che, a differenza di altre cause di inquinamento, questa è veramente l’incarnazione di un capriccio. Se eliminare, ad esempio, i motori a combusione richiede uno sforzo titanico e la necessità di coinvolgere tutti i cittadini, il camino a legna è un capriccio che pochi si permettono danneggiando tutti.

Un camino emette infatti quanto 4.300 caldaie a gas.

Significa che sono poche le persone ignoranti che dovrebbero rinunciare al loro capriccio, e con questo “sacrificio” avremmo risparmiato a TUTTI i cittadini un avvelenamento gravissimo e continuo.

Non vi pare che il gioco valga la candela?

Non abbiamo fatto tutti sacrifici enormemente più grandi per contrastare il Covid, che pure è stata causa di molte meno morti, e per un tempo enormemente inferiore?

fonti pm10 camini
confronto fonti polveri sottili da riscaldamento

Le iniziative contro le altre fonti di polveri sottili

Quando si parla di inquinamento dell’aria, le istituzioni latitano. Che siano i Comuni, o le Regioni, il risultato è sostanzialmente nullo. Poichè però ci sono delle responsabilità dirette nei continui sforamenti degli indici minimi della qualità dell’aria, ogni tanto dal cilindro escono quelle iniziative più o meno estemporanee che permettono agli amminstratori di poter dire di aver fatto la loro parte.

Tra tutte queste, sicuramente la più nota è quella delle restrizioni al traffico veicolare. Che sicuramente è causa di molti veleni, anche di polveri sottili (soprattutto se parliamo di diesel), ma che è in ogni caso una causa che possiamo definire minore. Tutte queste iniziative, come ben noto ai cittadini, non portano mai ad alcun reale miglioramento della qualità dell’aria che respiriamo, e vanno a colpire la quotidianità di tutti. Eppure.. ci si ferma qui.

Anzi, si fa un passo indietro appena possibile in quanto, ad esempio, Regione Lombardia ci informa che “Il Consiglio dei Ministri ha deliberato la proroga dello stato di emergenza nazionale fino al 31 marzo 2022. Salvo future ulteriori proroghe, le limitazioni permanenti della circolazione per i veicoli Euro 4 diesel continuano ad essere NON attive fino a tale data (31 marzo 2022).” Quindi, dato che c’è in corso una pandemia di tipo virale, evitiamo di affrontarne una che fa molti più morti.

Poi in effetti non si ci ferma qui. I nostri solerti amministratori, quando il gioco si fa duro, emettono ordinanze che impongono “di ridurre la temperatura negli edifici di un grado“, o simili varianti. Tutte iniziative impossibili da far rispettare in qualsiasi forma, del tutto irrilevanti nei risultati, disattese in primo luog proprio dagli amministratori pubblici negli edifici di loro competenza.

La normativa regionale

La questione della causa principale delle dannosissime polveri sottili è ben nota a scienziati e, di conseguenza, agli amministratori pubblici. Proprio per questo motivo esitono delle blande normative volte a contrastare l’uso dei camini come sistema di riscaldamento.

In Lombardia, ad esempio, è vietato (con limitate, quanto deprecabili eccezioni) bruciare legna nei camini. Come è vietato installare stufe a pellet di limitata efficienza, e, in generale, sono vietate tutte una serie di modalità di utilizzo della legna come fonte di calore che non vadano nella direzione di un utilizzo di pellet puro certificato bruciato all’interno di impianti considerati ad alta efficienza.

Il divieto di utilizzo di generatori di calore alimentati da biomassa legnosa aventi emissioni superiori a quelle individuate dal DM n. 186 del 7/11/17 per la classe “tre stelle” (divieto di utilizzo per i generatori 0 o 1 o 2 stelle)

Normativa Regione Lombardia

Non che questo sia ovviamente uno scenario accettabile: non esiste un impianto domestico a legna che sia accettabile nelle sue emissioni di polveri sottili, e non esiste un impianto domestico a legna che sia giustificabile sotto il profilo dei danni che comporta a tutti noi. Ma, quantomeno, un minimo di blanda normativa esiste, da anni. Che poi la Regione si applichi in qualche modo per ottenerne un risultato di qualche tipo sarebbe tutto da dimostrare..

normativa camini regione Lombardia
normativa camini regione Lombardia

Chi deve farla rispettare

Fatta la legge, come sempre il problema è che qualcuno la faccia rispettare. Nella fattispecie, il contrasto e queste emissioni è stato scaricato sull’insieme dei Comuni per quanto riguarda gli interventi di controllo e sanzione, sui Comuni grandi per quanto riguarda la verifica continua degli impianti di riscaldamento, e sulle Province (si, proprio loro, quelle “abolite”…) per quanto riguarda la stessa verifica per gli impianti posti nei piccoli Comuni, quei Comuni che strutturalmente non sono mai in grado di dare una presenza adeguata proprio a causa delle loro irrisorie dimensioni.

Le domande di alberieco.net ai sindaci

Alberieco.net da tempo informa i cittadini rispetto a quale è la prima causa, di gran lunga, delle polveri sottili che li stanno avvelenando, ricordando quali sono i danni che tutto questo provoca ad ognuno di noi, e quali sono i diritti di ogni cittadino nel pretendere che non ci siano camini accesi nel suo territorio.

Di fronte all’assoluta assenza di interventi da parte di chi è deputato a farli, attraversando l’ennesimo inverno vissuto in una camera a gas che ci priva del diritto essenziale alla salute, Alberieco.net ha inoltrato ad una serie di sindaci due domande molto semplici e molto concrete.

Sono stati coinvolti i sindaci dei Comuni dell’area di Bergamo, ai quali è stato chiesto:

  1. quali misure intende attivare per informare i cittadini del divieto vigente di bruciare legna in impianti domestici a bassa efficienza;
  2. quali interventi intende mettere in atto al fine di sanzionare i responsabili di questa grave quanto inutile forma di inquinamento, e porre fine ad una situazione tale per cui il capriccio di pochi fa del male a tutti gli altri (un camino inquina come 4.300 impianti a gas).

Riteniamo, e con noi lo ritiene la legge, che gli amministratori locali debbano essere responsabili diretti della salute dei cittadini e debbano concentrasi su di essa prima di tutto. Pertanto di fronte ad una aggressione così forte e continua alla nostra salute ci aspettiamo che mettano costantemente in atto iniziative per rimuovere quella che, abbiamo già evidenziato, è la causa che da sola genera più della metà di questi inquinanti.

Potrebbero anche ottenere un bel risultato da sbandierare, a fronte del fatto di aver vinto una battaglia facile, oltretutto intervenendo sulle abitudini di una sparuta minoranza di elettori.

Le risposte

Daremo conto delle risposte ricevute da ogni singolo amministratore nel prossimo articolo di questa serie.

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