Fonti PM10

Perchè adesso le polveri sottili spariranno, ma solo per tre mesi. Scommettiamo che non sai chi ti avvelena?

Le polveri sottili, pm10 e pm25, sono uno dei peggiori inquinanti a cui siamo sottoposti, soprattutto nel nord Italia.

Le loro conseguenze sono in parte ampiamente dimostrate, per esempio la morte per malattie cardio respiratorie e tumore, gli incrementi dei ricoveri ospedalieri e visite urgenti per problematiche respiratorie, le bronchiti corniche e aggravamento dell’asma (è noto a tutti, pediatri e non, che l’asma infantile è oramai diffusissima e cronica nei nostri bambini). Oltre a queste vi sono sempre più conseguenze per cui si stanno completando le ricerche per dimostrarne il legame diretto, ma che oramai portano già in una chiara direzione: per esempio il legame tra pm25 e malattie di degenerazione quali Alzheimer e Parkinson è oramai più che un sospetto, ed ed stato oggetto di una ricerca pubblicata di recente sulla prestigiosa rivista The Lancet che fornisce un responso ben preciso: “We provide evidence that exposure to annual mean PM2·5 in the USA is significantly associated with an increased hazard of first hospital admission with Parkinson’s disease and Alzheimer’s disease and related dementias“. Le PM25 provocano forme di demenza, Alzheimer e Parkinson in particolare: il responso medico è chiaro.

La causa principale

Se vi chiedono quale è la principale sorgente di questo potentissimo cancerogeno, che attanaglia soprattutto il nord Italia per molti mesi all’anno, cosa direste? Probabilmente la maggior parte delle persone pensa che siano i mezzi di trasporto, o al limite le industrie, la causa principale delle polveri sottili.

La causa di gran lunga maggiore delle polveri sottili che ci stanno uccidendo sono… camini e stufe a legna.

Avete letto bene. Nel 2021, con tutte le arie di paese industrializzato che ci diamo, con il miraggio della “transizione energetica” in corso, quello che rende la nostra aria così velenosa e dannosa sono soprattutto.. i caminetti.

I dati parlano chiaro. Secondo Arpa Regione Lombardia, che da molti anni misura e pubblica i dati sulle sorgenti di particolato, la metà esatta di questi inquinanti è causata dalla combustione della legna. Questa è la causa di gran lunga maggiore, che da sola vale più di tutte le altre, diesel compresi, messe assieme.

Dice l’Arpa Lombardia: “La parte più rilevante delle emissioni derivate dall’uso della legna è da attribuire ai piccoli impianti domestici: ai caminetti aperti, caratterizzati da basse rese energetiche (e il cui utilizzo è spesso legato a ragioni estetiche e ricreative) e alle stufe tradizionali, molto spesso poco efficienti. Contribuiscono alle emissioni, seppure in misura minore anche le stufe a pellet e a ciocchi di più recente fabbricazione.” (http://ita.arpalombardia.it/ita/legna_come_combustibile/HTM/pm10.htm).

fonti polveri sottili pm10 pm25 in Lombardia
Fonti PM10: il 50% delle emissioni cancerogene proviene dalla combusione della legna!

Come si vede, dai dati di Arpa Regione Lombardia, è la gente che brucia legna nei camini a produrre la metà esatta delle dannosissime polveri sottili che uccidono i cittadini della pianura padana! Guardate per confronto dove si trovano il gasolio (le cui emissioni sono in calo) e la benzina, e poi pensate al prossimo “blocco del traffico”.

Perchè adesso spariranno, ma solo per qualche mese

Vi siete mai chiesti perchè le limitazioni al traffico, e la “guerra allo smog” nel nord Italia si combatte solitamente in inverno? Perchè i divieti alla circolazione, i proclami di amministratori regionali e sindaci, spariscono insieme alla primavera? La risposta è molto semplice e l’avrete oramai capito: perchè le polveri sottili dipendono dai caminetti. Spenti quelli, la pianura padana torna a respirare (relativamente…).

I grafici delle PM10 in alcune province lombarde aiutano a capire come questo andamento sia stagionale, e quanto ampia sia l’oscillazione, e quindi la componente dovuta a chi brucia la legna:

Come si vede bene, tutti gli anni ci sono momenti in cui le concentrazioni cancerogene sono relativamente basse (d’estate) e momenti in cui sono 4-5 volte più alte, vale a dire inverno quando i signori del caminetto iniziano a buttare le loro polveri nei nostri polmoni.

Ci nascondiamo dietro alle Alpi?

Premesso che è patetico buttare veleni nell’aria, e poi dare la colpa all’aria se questa non “si ripulisce”, quello che spesso si sente dire è che la colpa della stagionalità è dovuta alle Alpi, che limitano il “rimescolamento dell’aria sulla pianura padana”. Certo, l’assenza di rimescolamento toglie quell’effetto di diluizione delle schifezze che si buttano in aria, ma il problema è cosa e quanto si butta, non se poi quello che si butta ci torna nei polmoni, no?

A tal proposito possiamo rimandare, ad esempio, ad un approfondimento fornito da Andrea Colombo, meterologo di 3B Meteo all’Eco di Bergamo:

“Per quanto riguarda le polveri sottili, le principali fonti di inquinamento, contrariamente all’importanza quasi esclusiva che si dà al trasporto su strada e alla combustione industriale, sono legate al riscaldamento domestico, principalmente a base di legna.”

https://www.ecodibergamo.it/stories/eppen/extra/green/la-val-padana-e-una-pentola-col-coperchio-ben-chiuso-bergamo-e-brescia-e-linqu_1385434_11/

E’ vietato dalla legge usare i camini!

Una cosa che in pochi sanno, e che nessuno dei nostri solerti amministratori locali fa rispettare, è che nella blanda normativa che “tutela” la nostra salute l’uso dei camini a legna è sostanzialmente vietato. Non è necessario nè sensato bruciare legna per scaldarsi in questo secolo e in questa regione, pertanto, stante gli enormi danni causati da questa pratica ancestrale, Regione Lombardia lo ha, bontà sua, vietato.

Ogni volta che vedere fumo nero da un camino, ogni volta che sentite quell’odore di fuliggine che spesso riempie le serate nei nostri territori, state vedendo e subendo una violazione alla legge ed una grave aggrressione alla vostra salute. Non è una cosa da accettare.

Cosa possiamo fare

E’ difficile difendersi da un nermico così piccolo, come i virus ci hanno insegnato. Ma sappiamo bene da dove arriva, sappiamo come fermarlo.

Quelle “illuminate” persone che pensano così di essere più furbe ad usare la legna per scaldarsi devono semplicemente smetterla, subito e per sempre. Si facciano veramente furbe: con un intervento (pagato dallo stato italiano….) di ammodernamento possono fare in modo che le loro case non consumino più una marea di energia. Un cappotto, serramenti seri, e un bell’impianto a pompa di calore (o, se proprio insistono, a gas) permettono di spendere molto ma molto meno, avere una casa molto più vivibile, più semplice da gestire, e non produrre queste enormi quantità di un veleno così dannoso per tutti.

Tutti gli altri devono però fare proprie le indicazioni pubblicate da Regione Lombardia, dove dice: “Se vedo fumo nero uscire da un camino cosa devo fare? Chiamare la polizia locale e chiedere che intervengano”. Le autorità sono tenute a far rispettare la legge, ed è un vostro diritto che intervengano a fronte di una violazione che sta portando all’avvelenamento di tutti. Mandate delle fotografie alla Polizia Locale, telefonate, scrivete all’ufficio impianti termici della Provincia o del Comune capoluogo. La vostra salute è più preziosa del caminetto di qualcuno!

Se da un camino vedo uscire del fumo nero a chi posso rivolgermi? È possibile rivolgersi alla Polizia locale per eventuale accertamenti legati al tipo di combustibile utilizzato (posto il divieto di bruciare rifiuti o qualsiasi materiale diverso dalla legna vergine) o al tipo di impianto.

Regione Lombardia

Ci piacerebbe poi che i tanto presenzialisti sindaci italiani (o associazioni che si spacciano per “osservatori del territorio”, ad esempio) si mettessero in gioco per informare i cittadini sulla dannosità di questo comportamento, sui divieti in vigore, sulle sanzioni. Non è una barzelletta: abbiamo visto i numeri, il nemico è quello.

Qualche sacrificio costa veramente così caro?

Sull’altare del Covid sono stati sacrificate libertà personali, benessere economico, stili di vita, ecc. Per combattere un nemico che fa molti più morti del Covid, tutti gli anni e da molti anni a questa parte, non siamo disposti a fare almeno una parte di quanto abbiamo fatto per fermare il virus?

Il caminetto di qualcuno è più importante della salute e della vita di tutti? Non sarebbe così facile risolvere di colpo il 50% del problema, invece che le patetiche quanto inutili iniziative viste in questi anni ad esempio sul tema del traffico che, come abbiamo visto, è una causa molto inferiore (e più difficile da risolvere)?

#chiudiamoicamini

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