Ok il virus, ma se le priorità fossero altre? 1

Ok il virus, ma se le priorità fossero altre?

Mettiamo subito un paletto al discorso che stiamo per fare: le cifre che ne sono alla base non sono inventate da qualche oscuro gruppo, nè prive di fondamento scientifico come una qualsiasi delle “informazioni” che alimentano Facebook e le altre macchine del consenso. Le cifre vengono dall’Agenzia Ambientale Europea e dal Ministero della Salute italiano.

Pertanto, dato che il ragionamento si basa sulla logica delle cifre, chiariamo che non sono inventate ma che stiamo parlando della realtà.

630.000 morti…

Come reagireste se ci fosse qualcosa che da solo causa, nella sola Europa e nel solo 2020, 630.000 morti?

Panico? Terrore? Rabbia?

Sareste disposti a mettere questo nemico davanti a tutto il resto, sacrificare produzione economica, rapporti sociali, mobiltà, scuola, abitudini e tempo libero, libertà personali, ecc?

Correreste, insomma, a fare quanto si è fatto e si sta facendo per fronteggiare il Covid? Parliamo, ripetiamolo, di 630.000 morti accertati…

…all’anno

Piccola integrazione: non parliamo di 630.000 morti per un singolo evento catastrofico, nè del solo 2020. Parliamo di 630.000 persone che muoiono OGNI anno, da molto tempo. 1726 OGNI GIORNO. Più di un morto ogni minuto. Una cifra pazzesca.

Il Covid-19, con i suoi numeri drammatici, ha sparso il terrore e fatto correre autorità e popolazioni a mettere in campo ogni risorsa possibile per fronteggiarlo, sacrificando al bisogno tutto il resto. Giusto, ma un morto al minuto non dovrebbe richiedere uno sforzo ancora più deciso?

Il virus che ci uccide

Il virus che sta uccidendoci tutti ha un nome preciso: inquinamento ambientale.

Sono 640.000 i morti all’anno per inquinamento. 412.000 quelli causati dal solo inquinamento dell’aria (quello che da noi si traduce in caminetti a legna, caldaie, diesel e altri vecchi motori, aerei, e poi ovviamente impianti industriali, ecc., tanto per dargli una visualizzazione concreta).

I dati sono quelli del rapporto ufficiale dell’Agenzia Ambientale Europea, riportato anche in calce a questo articolo: https://www.eea.europa.eu//publications/air-quality-in-europe-2019

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Particolato (camini a legna, diesel, caldaie, altri motori, impianti industriali) nel 2016. NB: la Polonia ha una politica energetica basata sulle centrali a carbone.

Ma non era il Covid il peggior nemico pubblico in circolazione?

I numeri del Covid-19 sono una piccola frazione di quelli dell’inquinamento. Nel 2020, ad esempio, alla fine di settembre i morti in tutta Europa per Covid erano 234.000 (fonte: http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5338)

Quindi, se confrontiamo i numeri, il nostro peggior nemico tra i due, molto semplicemente, non è il Covid ma è l’inquinamento.

L’inquinamento dell’aria prima di tutto. Un “virus” che da tanti e tanti anni sta mietendo molti più morti, ogni anno, di quanto la pandemia stia facendo in questo doloroso 2020. Un “virus” che sta portando via vecchi, giovani, bambini (guarda caso sempre più asmatici…), uomini e donne, un virus che entra nelle case di ognuno e contro il quale non c’è vaccino.

Perchè essere i primi della classe?

C’è una cifra che risulta ancor più terrificante nei numeri delle analisi scientifiche. L’Italia svetta infatti, di gran lunga e insieme alla Germania, per le morti causate dal particolato. E da sola per biossito di azoto e ozono, causati direttamente o indirettamente solo dalla combustione. Quelle morti in larga parte evitabili con una cultura della salute pubblica e un po’ di impegno di autorità e cittadini.

La Polonia si avvicina, ma in questo caso parliamo dell’unico Paese che sta vivendo basandosi sulle centrali a carbone, quindi lì la causa principale della strage, ed il modo di evitarla, sono molto chiari.

Dati completi: https://www.eea.europa.eu/it/pressroom/newsreleases/molti-cittadini-europei-sono-ancora/morti-premature-attribuibili-allinquinamento-atmosferico

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Morti causate da inquinamento atmosferico

Contro quale virus giochiamo?

Intendiamoci: una pandemia non è uno scherzo e i morti non si distinguono. Ma quello che ci preme evidenziare è una contraddizione ipocrita: di fronte ai numeri del Covid siamo stati pronti a sacrificare tutto, e mettere in campo tutte le energie per gestire la situazione al meglio delle nostre capacità. Anche con forti sacrifici. Su ogni fronte dove era possibile farlo.

Di fronte ai numeri, ben più spaventosi, dell’inquinamento invece non rinunciamo a niente del nostro presunto benessere o tessuto economico, non interveniamo con la stessa determinazione di fronte a chi ci mette in pericolo con comportamenti pericolosi o vietati, non investiamo le stesse cifre enormi e non chiediamo nessun sacrificio (è un diritto costituzionale importante quello di permettere di circolare alle diesel senza filtro?).

Non additiamo nemmeno il “nemico”. In sostanza, di fronte a qualcosa che ci sta uccidendo molto di più, in maniera molto più drammatica, non stiamo facendo sostanzialmente niente e non abbiamo intenzione di farlo.

Saremmo noi la specie più razionale del pianeta?

Il rapporto sull’aria

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