L'eredità di un sindaco incapace 1

L’eredità di un sindaco incapace

Triste sorte quella dei facili profeti!

Negli ultimi anni la manutenzione del verde a Torre Boldone ha sollevato non poche voci discordanti e contrasti, per via di abbattimenti, sostituzioni, eliminazioni di alberi in tutto il paese che spesso non avevano motivo di essere attuati.

Men che meno c’era stato motivo, nel 2017, per la feroce mutilazione, spacciata per potatura, dell’ultimo albero monumentale presente sul nostro territorio, ovvero l’ippocastano di viale Rimembranze: non un qualsiasi alberello, ma un albero censito e “protetto”, a cui la potatura diede l’aspetto degli sfortunati confratelli, i tigli, a cui annualmente molti dedicano inspiegabili capitozzature estreme.

Come ormai provato da molti esperti, le capitozzature non hanno motivo di essere applicate per favorire la crescita vigorosa (e per un albero ultracentenario è evidente che questo obiettivo non è pertinente), e diventano perfino dannose, in quanto attraverso i tagli profondi possono entrare nella pianta parassiti e malattie fungine che finiscono per compromettere la salute, e, quindi, la stabilità dell’albero stesso. Anche per questo motivo la legge vieta ai Comuni l’utilizzo di queste pratiche dannose e frutto dell’ignoranza nella gestione del verde pubblico. Quella stessa ignoranza che la legge non contempla, richiedendo che gli interventi vengano fatti da persone di certificata competenza.

Per un albero come il nostro, il più antico in tutta Torre Boldone, era essere sufficiente una normale manutenzione, che dovrebbe mirare a evitare la caduta di rami e quindi possibili danneggiamenti a persone e cose. E magari una amministrazione comunale più illuminata si preoccuperebbe di valorizzare un così grande tesoro con un’area pedonale.

L’amministrazione scelse la potatura drastica, nonostante il parere diverso dello stesso agronomo incaricato di valutare la condizione dell’albero, che già all’epoca ne certificata la piena salute e sicurezza, catalogandolo come in ottima forma e nel gruppo di quelli su cui intervenire solo per i rami secondari secchi. La primavera scorsa, le immagini dell’albero a cui, dai rami mozzati, erano ricresciute le foglie, vennero usate per insultare chi era stato contrario alla potatura drastica e temeva per la salute dell’albero:

Sessa farnetica sullo scempio dell'Ippocastano
2020: Sessa farnetica sullo scempio dell’Ippocastano

Anche quest’anno, l’albero ha dato il meglio che poteva, ricacciando foglie dai monconi, e l’amministrazione non ha mancato di vantare il risultato degli interventi drastici, sempre spregiando chi, avendo un rispetto diverso di un albero, la pensava diversamente. Purtroppo le solite considerazioni frutto della totale incapacità di questo sindaco:

Claudio Sessa follie sull'ippocastano
2021: Sessa follie sull’ippocastano che ha illegamente martoriato

Ma il tempo è galantuomo, e da un paio di giorni il nostro albero è circondato da nastri biancorossi che segnalano pericolo. Che cosa è successo? Lo si desume da una ordinanza sindacale, che così descrive il presunto accaduto: “…caduta sul marciapiede di Viale delle Rimembranze di un grosso ramo staccatosi dall’albero monumentale Aesculus Hippocastanum sito su proprietà pubblica”.

Anche senza evidenziare che i “grossi rami” da tale albero sono stati del tutto eliminati dall’intervento passato, dispiace essere facili profeti, e dispiace soprattutto per non essere stati ascoltati, ma quanto sta accadendo era prevedibile. E previsto: l’indebolimento dell’albero è stato causato dalle imprudenti ed incapaci potature, e se ora cadono rami secchi, e diventa necessario “un intervento di rimonda del secco sui rami dell’albero” (come recita l’ordinanza sindacale), la responsabilità (ed il relativo conto dei danni) va ascritta a chi quel danno ha causato.

I profeti hanno sempre avuto ben poco ascolto, non è davvero una funzione pubblica molto comoda o remunerativa: ma è anche evidente che chi ci amministra manca totalmente di lungimiranza e progettualità, per non dire della umiltà di riconoscere i propri errori, che anzi continua a vantare con boriosa saccenza.

Una scia di illegalità

Non è solo ignoranza e voglia di fare dei danni al nostro patrimonio comune quella che ha caratterizzato l’aggressione all’Ippocastano monumentale, simbolo dei tanti anni di guerra agli alberi e al verde che il sindaco Sessa-Macario ha portato avanti a Torre Boldone. É anche una scia di illegalità.

Il disastro dell’Ippocastano, così come l’abbattimento del Cedro Monumentale, l’altro albero censito e “protetto” che esisteva nel cosiddetto “parco avventura” (la vera priorità di questa amministrazione: perchè?), è stato consumato al di fuori della legge. Ogni intervento su un albero monumentale censito dal Ministero deve essere preventivamente autorizzato dai Carabiniero Forestali. Questo non è avvenuto.

E ogni intervento, anche con la scusa dell’urgenza che ora viene vantata, parimenti richiede l’autorizzazione. Recita la legge:

“Salvo che il fatto costituisca reato, per l’abbattimento o il danneggiamento di alberi monumentali si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 100.000. Sono fatti salvi gli abbattimenti, le modifiche della chioma e dell’apparato radicale effettuati per casi motivati e improcrastinabili, dietro specifica autorizzazione comunale, previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo forestale dello Stato“.

L. 10/2013

Per il precedente intervento sono già state inoltrate le opportune denunce alle autorità, anche da parte dell’associazione Gruppo di Intervento Giurico onlus.

Anche se il disastro sul nostro albero è già stato consumato, la situazione attuale è già stata posta all’attenzione dei Carabinieri Forestali di Bergamo, diffidando il Comune dall’intervenire nuovamente in arrogante autonomia.

Parimenti, sono state inoltrate al Comune istanze di accesso civico agli atti, a cui il Comune è tenuto a rispondere per legge. Peccato che il Comune di Torre Boldone abbia l’abitudine di non rispettare i suoi obblighi e parlare al mondo solo a mezzo e modalità Facebook…

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