Le stufe a legna causano l’84% degli impatti negativi sulla salute 1

Le stufe a legna causano l’84% degli impatti negativi sulla salute

Pochi giorni fa è stato pubblicata una interessante ricerca scientifica realizzata dalla European Public Health Alliance (EPHA) in collaborazione, per l’Italia, con l’Associazione Medici per l’Ambiente, ISDE Italia. La ricerca aveva per oggetto la misurazione dei danni dell’inquinamento dell’aria su base europea, e la stima puntuale dei costi generati dalle varie sorgenti di inquinamento.

I risultati scientifici

I risultati scientifici confermano quello che Alberieco.net ha già molte volte illustrato, vale a dire che il nemico numero uno per la nostra salute sono coloro che bruciano legna in camini e stufe.

Dicono i ricercatori che:

L’inquinamento atmosferico è considerato il principale rischio ambientale per la salute. Solamente il PM 2.5, uno degli inquinanti studiati, è stato rilevato come causa della morte prematura di circa 49.900 italiani nel 2019. Circa la metà di tutta l’emissione di PM2.5 proviene dall’ uso di energia nelle famiglie.

Lo studio ha evidenziato che quasi il totale delle spese (l’84%), pari a 3,9 miliardi di euro a livello nazionale, sono causate da un numero relativamente esiguo di stufe a legna.

Ricerca EPHA / Medici per l’ambiente 2022

Le risultanze sono in sostanza quelle che andiamo denunciando da anni: il capriccio di poche persone, che nell’ignoranza o nell’arroganza continuano a vivere bruciando legna nelle loro moderne caverne, è la fonte principale del dolore di una comunità.

La vergogna della maggior parte dei nostri sindaci

Risulta ancora più scandaloso, di fronte a tutte le evidenze e le segnalazioni fatte dagli scienziati, o dalle istituzioni locali come le varie ARPA, che ci siano molti sindaci che non solo non fanno nulla per tutelare la salute pubblica, ma si permettono anche di irridere o ignorare i cittadini. Il sindaco di Torre Boldone, quello di Gorle, Orio al Serio, ecc.: sono molti quelli che non hanno nemmeno risposto alle due domande che tempo fa Alberieco.net ha rivolto loro circa le politiche di contrasto a questo flagello. Per fortuna una minoranza, ad esempio Bergamo, Curno, Ranica, Scanzorosciate, hanno un approccio diverso e si prendono in carico il problema.

Maglia nera d’Europa

Ovviamente l’Italia svetta in negativo anche rispetto agli altri paesi europei (se la pianura padana è l’area più inquinata d’Europa non è certo per le Alpi…), andando ad affiancarsi a quella Polonia che basa ancora il suo funzionamento sul carbone:

Lo studio rivela inoltre che le famiglie in Polonia e in Italia devono far fronte a costi sociali sanitari superiori alla media dell’UE, principalmente a causa dei combustibili utilizzati per il riscaldamento domestico. La Polonia è tra i paesi che consumano piùcarbone. Le caldaie a carbone rappresentano il 30% del consumo finale di energia dellefamiglie e il 64% del totale dei costi sociali legati alla salute nel Paese.

In Italia, le stufe alegna sono le principali responsabili dell’inquinamento atmosferico. Sebbene rappresentino il 35% del consumo totale di energia finale da parte delle famiglie, coprono l’84% dei costi sanitari totali nel Paese

Ricerca EPHA / Medici per l’ambiente 2022

L’Italia, inoltre, è il paese in cui ogni cittadino spende di più all’anno per i danni in salute causati da questo inquinamento da legna!

Non serve la magia per stare meglio

Per evitare di morire, e tirarsi addosso una marea di malattie non solo di tipo respiratorio (asma cronica in primis), ma anche di tipo neurdegenerativo, non serve la magia o la fantascienza. Basterebbe uscire dal medioevo.

La ricerca ha tradotto in costi economici i danni generati dalle varie tipologie di riscaldamento, per dare un’idea facilmente confrontabile. Partendo dalle caldaie a carbone (una follia, almeno quella, che speriamo non sia presente in nessuna casa italiana), passando alle malefiche stufe a legna, per andare poi alle caldaie a gas ampiamente usate e alle pompe di calore che dovrebbero diventare la norma, vediamo quali sono i danni:

Il costo sociale sanitario dell’utilizzo di una caldaia a carbone è di € 1.200 all’anno, mentre quello dell’utilizzo di una stufa a legna è di € 750 all’anno. Per fare un confronto, abbiamo stimato approssimativamente che guidare un’auto a diesel per un anno provoca costi sociali sanitari di € 210.

Le caldaie a gas non a condensazione sono utilizzate frequentemente nell’area UE27+Regno Unito ed evidenziano costi sanitari di circa € 30 all’anno.

Tale costo è tre volte superiore a quello derivante dall’utilizzo delle pompe di calore, che è di circa € 10 all’anno.

Ricerca EPHA / Medici per l’ambiente 2022

Chiediamo la fine dell’età della pietra

Quali motivi possono esserci in questo secolo per morire a causa della combustione della legna?

Chiediamo la fine immediata della promozione di camini e stufe, di incentivi (che devono essere riservati alle sole pompe di calore), e della commercializzazione di “legna da ardere”.

Chiediamo la fine dei camini per sempre. Il divieto di inserirli in nuove costruzioni o ristrutturazioni.

Chiediamo che le Regioni affrontino seriamente il problema, anche sul piano della cultura. E che lo stesso facciano i sindaci, senza irridere e girarsi dall’altra parte.

Altrimenti che se ne vadano via.

Leggi i documenti

Come sempre Alberieco.net condivide i documenti che dimostrano la realtà. Ti invitiamo quindi a leggere sia la sintesi italiana della ricerca, che il testo integrale:

CE-Delft-exec-summary_IT

CE_Delft_210135_Health-related_social_costs_of_residential_heating_and_cooking_Def_March22

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