Chernobyl 2021

Le piante di Chernobyl dopo 35 anni

Un recente reportage pubblicato dal Corriere della Sera ci racconta di come nell’area di Chernobyl, che grazie alla stupidità umana è e sarà radioattiva per secoli, si sono ritirati gli uomini, ma sono tornati in parte gli animali e soprattutto le piante.

Le piante, che sono sempre l’inizio di tutto. Le piante, che trasformano un pianeta inerte in un gioiello ed un regalo di cui così tanti non capiscono la grandezza, distruggendolo per piccoli pensieri.

Alla base di quanto sta accadendo vi sono due aspetti. Il primo è legato alla capacità delle piante di sostituire le proprie celulle danneggiate in maniera più efficace di quanto sanno fare gli animali. Questo comporta una capacità molto maggiore di rispondere ai danni delle radiazioni, riducendone di gran lunga le conseguenze.

Il secondo è legato al modello decentralizzato delle piante. Un mondo in cui non esiste una organizzazione verticistica e centralizzata, come invece avviene negli animali (e nelle società umane, che li hanno copiati), ma un modello decentralizzato, molto più capace di resistere ai danni. Quando una cellula o una parte del sistema viene danneggiata, è facile sostituirla senza danni permanenti. Al contrario del modello animale ed umano, dove i punti deboli fanno si che un danno si traduca in un danno irreparabile.

Ovviamente questo non significa che l’arroganza umana possa pensare di continuare a devastare i territori come sta avvenendo ancora oggi, anche fuori dalla nostra porta. A tal proposito spaventosi sono i dati riportati dal famosissimo botanico prof. Stefano Mancuso nell’articolo. Nè che il disastro di Chernobyl sia in qualche modo “superato”: per migliaia di anni vi saranno radiazioni, e sotto una struttura costruita dall’uomo (che quindi potrà durare per quanto? e con quali costi, alla faccia di chi dipinge la fissione nucleare come economica) vi è lava radioattiva che continua il processo a mille gradi.

Leggi il reportage completo: https://www.corriere.it/pianeta2020/21_marzo_04/chernobyl-anno-35-l-apocalisse-radiazioni-sono-ovunque-ma-piante-si-sono-riprese-tutto-fdd10d1e-7a7f-11eb-bfba-4b97c2207ce7.shtml

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