via Kennedy disboscata

Kennedy 2: un altro bosco ci è stato tolto

I cattivi esempi, si sa, portano taluni all’emulazione. Tanto più se il pessimo esempio viene dall’amministrazione comunale di Torre Boldone, che, come abbiamo ampiamente documentato, sulla collina di via Kennedy ha venduto un bosco pubblico perchè venisse abbattuto per costruirci ville.

La storia è così incredibilmente triste ed avvilente, che ha ampiamente vinto il sondaggio sul peggior scempio avvenuto nel 2020 votato dai cittadini. Storia talmente inconcepibile, condita anche da immagini taroccate diffuse allo scopo di dimostrare che il bosco non c’era, che invitiamo chi non l’avesse seguita a ripercorrerla.

Kennedy 2

Proprio a fianco del bosco che era di proprietà pubblica e che è stato distrutto ve ne era la prosecuzione su proprietà privata. Dato che lo spirito dell’amministrazione Sessa-Macario è indubitabilmente quello di coprire di cemento il territorio, il proprietario si sarà sentito a disagio.

D’altronde come stare in pace con se stessi se si lascia un bel bosco verde prosperare su una collina, quando proprio a fianco l’amministrazione pubblica ti insegna che i boschi vanno cancellati dalla faccia del paese?

Come resistere alle sirene insistenti dell’assessore all’urbanistica, del sindaco e del sindaco di facciata, quando per anni indicano quella del cemento e dell’asfalto come la via del progresso?

Ecco quindi che con un bel colpo di spugna, o meglio di motosega, anche questo bosco è stato cancellato.

Chiaramente in un paese civile questo non sarebbe stato reso possibile dai regolamenti comunali e dall’indirizzo politico, ma nel paese del cemento questo è non solo concesso, ma nei fatti incentivato.

Aspettando la prossima amica villetta…

Come era e come è

Ecco l’ennesima cartolina dal “paese del cemento”: è impressionante (come in tutte le foto pubblicate su alberieco.net) il doloroso confronto tra il “prima” e il “dopo”.

Basta!

Alberieco chiede che cessi immediatamente la devastazione del verde di Torre Boldone.

Che l’amministrazione Sessa-Macario interrompa la sua guerra totale agli alberi (e a chi li vuole) e sfoghi piuttosto le sue pulsioni in qualche torneo di burraco.

Che si metta nero su bianco la fine del consumo del suolo su tutto il territorio comunale.

Che la si smetta di flirtare con i palazzinari.

Che si tolgano i ridicoli cartelli “Città del verde” all’ingresso del paese con i quali si prendono in giro i cittadini…

Condividi questa scoperta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *