Il ponte sullo stretto 1

Il ponte sullo stretto

Un paese che già ha sacrificato un parco pubblico per realizzare uno spazioporto può forse esimersi dal dotarsi del suo “ponte sullo stretto”? Chiaro che no. Se poi questo comporta abbattimento di alberi in un bosco pubblico, trasformazione di un sentiero in un’autostrada, qualche colata di cemento e, in sostanza, l’alterazione di un ambiente verde… tanto meglio! Non è che ci possiamo fermare a devastare il sentiero “dei mortini”, dobbiamo (letteralmente) andare oltre e stravolgere il bosco.

Deve essere questo il pensiero che è circolato nella pirotecnica giunta Sessa-Macario-Rotini del Comune di Torre Boldone nel momento in cui studiavano l’idea del “ponte sul Gardellone“.

Non ci hanno ancora spiegato se la scusa questa volta è quella di permettere “alle ambulanze” di salire nel bosco (scusa che fu per i “mortini”), oppure semplicemente “se si abbattono gli alberi non muore nessuno” (copyright Sessa-Rotini nell’ultimo consiglio comunale) quindi meglio farlo così ci si toglie il gusto, o se l’idea è magari più abiziosa ed è quella di aprire la strada a nuovi progetti edilizi (come avvenuto in via Kenendy) partendo dal trasformare un sentiero in una strada. Poi di lì ai capannoni attorno è un attimo…

Quello che è certo è che ancora una volta ci troviamo a denunciare azioni volte a devastare inutilmente il nostro territorio. A segnalare la volontà di abbattere alberi su alberi senza consapevolezza nè pudore. A riportare lo spreco di denaro pubblico che questa amministrazione incapace ed arrogante (più l’una o l’altra? un giorno o l’altro faremo un sondaggio in proposito perchè è veramente difficile scegliere…) continua a fare, invece che trovare modalità per investire nel miglioramento del nostro territorio.

95.000 euro di soldi pubblici per il ponte sullo stretto a Torre Boldone ci sembrano una follia pari ai progetti del più noto “ponte sullo stretto”

Lo stretto… è proprio stretto

Eccolo quindi il nostro stretto da superare! Un ostacolo all’umanita di fronte al quale l’eccellenza dei sindacone porrà rimedio, e pazienza se bisogna devastare un bel po’ di bosco.

il Gardellone prima del disastro
Lo stretto che verrà attraversato dal ponte

Come dite? Avete l’impressione che basti allungare il piede e che anche un bambio di tre anni possa attraversarlo in sicurezza? O che sarebbe sufficiente intervenire con la semplicità e il minimo impatto di una passerella per renderlo ancora più agevole?

No, non è un errore: ci vedete bene (voi).

Acciaio e cemento

Andiamo a vedere in dettaglio il progetto “ad impatto zero” e “totalmente ecocompatibile” pensato dai nostri grigi amministratori.

Parliamo di un “ponticello” di 13 metri di lunghezza, tanto per iniziare. Mentre la larghezza sarà di 2.5 metri (tipico sentiero di montagna).

La struttura portante sarà realizzata nei soliti materiali naturali (acciao), mentre il piano sarà con materiali perfettamente tipici del luogo e in continuità con l’idea di sentiero del sindaco (calcestruzzo). A completare l’impatto visivo e la perfetta integrazione con il bosco di partenza, i parapetti saranno in acciaio. Tutti materiali naturali e senza impatto ambientale nè visivo, la cui realizzazione può avvenire passando inosservati e senza alterare il contesto.

Il ponte sullo stretto 2

Un guado per veri duri

A spiegare, quasi più delle imbarazzanti fotografie riportate e a testimonianza di quello di cui stiamo parlando, è interessante guardare nel progetto ufficiale anche la rappresentazione longitudinale del ponte.

Non è errato dire che il progettista ha correttamente rappresentato in scala la portata dell’impetuoso fiume che scorre sotto la megastruttura, e che rende indispensabile cotanta faraonica opera.

Il ponte sullo stretto 3

Forse, a questo punto, si poteva addirittura proporre un ponte di barche su questo maestoso fiume?

Addirittura le minoranze…

L’assurdità del progetto è talmente palese che questa volta persino l’afona minoranza in consiglio comunale, che normalmente non fa certo le barricate di fronte ai disastri del sindaco Sessa-Macario, questa volta ha fatto sentire (per la prima volta in 18 mesi) la voce. Non solo contestando l’opera, ma organizzando anche iniziatve sul territorio per informare i cittadini sulla reale natura del progetto che, altrimenti, vive solo della propaganda dell’onnipresente sindaco-social e della realtà svelata dai cittadini di alberieco.net.

abitare-gardellone

Almeno il Parco dei Colli?

Che il sindaco Sessa-Macario trabordi di boriosa arroganza, e invece che ascoltare gli appelli e le proposte dei cittadini risponda con insulti e sberleffi (vedasi le ampie testimonianze riportate su alberieco.net) è cosa nota.

Ma il Parco dei Colli, che vede al suo interno sensibilità ben diverse (e che, ad esempio, prevede che su questo sentiero NON ci debba passare nemmeno una bicicletta), vorrà ascoltare diversamente il nostro appello e spiegarci che bisogno c’è di un intervento così invasivo per un sentierino di montagna, che tale è bene rimanga?

Un’opera inutile da 95.000 euro, e incalcolabili danni.

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1 commento

  1. Proseguono i capolavori!
    ancora peggio del disastro fatto in via Lombardia

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