Larice Fossile

Il Larice fossile della Val di Scalve

E’ stata una scoperta di grande significato scientifico quella avvenuta in Val di Scalve nell’estate del 2007. Giacchino Zanoni, un contadino di Vilminore, da diversi anni aveva notato alcuni tronchi che sporgevano da una piccola frana dietro la sua baita, a 930 metri di altitudine. Decise di fotografarli, ed in seguito all’interessamento del Centro Nazionale delle Ricerche e dell’Università Bicocca di Milano i tronchi vennero recuperati e successivamente sottoposti ad analisi.

Le ricerche, svolte dal dott. Cesare Ravazzi del CNR, dimostrarono che quei tronchi erano alberi fossili risalenti a più di 50.000 anni fa, testimoni diretti dell’ultima glaciazione, quando i ghiacciai travolsero le foreste della valle.

Si tratta di un reperto unico, non solo per la zona delle Orobie ma di tutto l’arco Alpino. Nel caso specifico, si tratta di un larice di circa 300 anni rimasto sepolto per 50 millenni, che racchiude in se numerose informazioni scientifiche riguardanti il clima e l’attività solare (vedasi articolo sulla Dendrologia).

Oltre ai tronchi, furono recuperati anche i ceppi con il suolo dove sorgevano gli alberi dell’epoca. Lo studio di questo terreno, consentirà di recuperare i pollini fossili e quindi capire di quali tipi di alberi era costituita la foresta e l’ambiente circostante.

Il tronco fossile è visibile presso il Palazzo Pretorio del comune di Vilminore, sede della Comunità Montana, dove è possibile avere informazioni riguardanti la sua storia.

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