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Giochiamo su un campo di plastica

L’amministrazione comunale di Torre Boldone ha deciso di installare un campo in erba artificiale (plastica) del costo di 400.000 euro.

Ma è stata una scelta saggia e lungimirante?

Cosa è un campo in “erba sintetica”

Prima di tutto vediamo come si costruisce un campo in erba sintetica e da quali strati è composto.

La prima operazione da compiere è preparare il sottofondo, cioè decorticare il terreno in modo da avere una base solida, che non sprofonda, e piana, onde evitare pendenze che possono causare ristagni d’acqua. Il passo successivo prevede la stesura di un manto geotessile in polipropilene antivegetativo, per evitare che al di sotto di esso l’erba naturale possa riprendere a crescere. Viene quindi collocato il cordolo perimetrale prefabbricato. A questo punto viene steso uno strato di inerti di varie granulometrie, che possono essere ottenuti dalla lavorazione di pneumatici usati. Lo strato viene livellato e ricompattato con aggiunta di sabbia di cava. Il sottofondo può essere realizzato con altri materiali, come il bitume, ma ho riportato la soluzione che viene più frequentemente usata.

Finalmente vengono stesi i rotoli con l’erba sintetica verde accostati in modo da evitare fessure tra l’uno e l’altro. Vengono stese le striscie bianche che delimitano le varie parti del campo. Infine viene cosparso sul campo l’intaso stabilizzante che chiude i microfori del tappeto e dovrebbe impedire la crescita di piante infestanti.

In sostanza, si prende un campo, lo si cerca di rendere sterile, lo si ricopre di detriti, e si stende un manto di plastica sopra. Un precedimento non troppo dissimile dalla realizzazione di una vecchia discarica.

La plastica rilasciata dai campi

Come abbiamo visto, il campo in erba artificiale è formato sostanzialmente da plastica, anzi plastiche di vario tipo. Però tutti i tipi di plastica godono della proprietà di lisciviazione, in base alla quale piccoli pezzi di plastica invisibili ad occhio nudo, le cosiddette microplastiche, percolano nel suolo e nell’acqua ed entrano nella catena alimentare. E direi che questo non fa bene alla nostra salute, non pare il caso di soffermarsi di fronte all’evidenza di questo fatto.

Aggiungiamo solo un dato: un campo rilascia dai 250 ai 300 Kg di plastica all’anno. Per cercare di limitare questo disastro esistono addirittura sistemi di drenaggio del campo (che non risultano in uso a Torre Boldone) che integrano filtri e altri sistemi per raccogliere la plastica dispersa dal campo, per esempio questo. Una follia ambientale per tutto il territorio circostante.

I diserbanti

Chi non ha mai visto piantine cresciute in zone impensabili? Fessure nei muri, sottili crepe nel marciapiede. I campi in erba sintetica hanno bisogno di costante manutenzione per impedire che si formino agglomerati di polvere e terriccio portati dal vento, dove poi crescano piante infestanti i cui semi anch’essi sono portati dal vento. Questi anomali accumuli di polvere e terriccio possono costituire occasione di inciampo per i giocatori. Pertanto occorre livellare costantemente il tappeto e aggiungere l’intaso stabilizzante.

Non illudiamoci che il campo in erba sintetica elimini la manutenzione, che ovviamente deve essere fatta con macchinari appositi e costosi e da manodopera esperta, e buttando diserbanti ed erbicidi vari con lo scopo di avvelenare alghe, erbe, muffe, e tutto quello che anche in un tappeto di plastica cerca di crescere.

Plastica vs. Erba

Proviamo a confrontare un campo in erba naturale e un campo in erba artificiale prendendo in considerazione il ciclo di vita, ovvero non solo le spese per l’installazione, ma anche quelle per la manutenzione e per lo smaltimento.

Erba naturaleErba artificiale
Costo manutenzione (ogni anno)7.000 €8.000 €
Costo realizzazione140.000 €450.000 €
Costo smaltimento0 €45.000 €
Durata (anni)infinita15
Ripartizione costi su 15 anni245.000 €615.000 €
Ammortamento annuale16.300 €41.000 €
Ore giocabili in un anno5001000/1500
Preferenza giocatori72,72%18,09%
*Fonte: Ricerca condotta nel 2006 dalla National Football League Players Association (NFLPA)

Già questa tabella ci spiega molte cose; ma partiamo dal basso e indaghiamo sulle preferenze dei giocatori: che cosa li spinge a scegliere l’erba naturale?

Il surriscaldamento locale

I campi in erba artificiale si surriscaldano raggiungendo anche temperature di 70 gradi: è quasi come giocare sull’asfalto, dato che il fondo dell’erba artificiale è costituito da plastiche di vario tipo. Il surriscaldamento affatica i giocatori e abbassa il livello delle loro prestazioni; in caso di cadute, le escoriazioni sono più estese e profonde.

Anche chi abita attorno ad un campo in erba artificiale “gode” di questo surriscaldamento, che non si verifica in un campo di erba naturale. In pratica è come prendere un bel prato e sostituirlo con un piazzale di cemento.

Nelle stesse condizioni, un prato naturale raggiunge i 35 gradi: la metà!

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La temperatura su era sintetica vs naturale

Ci dobbiamo giocare così tanto?

A favore dell’erba artificiale c’è il fatto che consente di giocare sul campo per più ore all’anno. Ma siamo sicuri che servano tutte queste ore, soprattutto per le esigenze di un piccolo paese come Torre Boldone? Se piove, non è sensato giocare né su erba artificiale né su erba naturale. Lo stesso dicasi quando il sole è a picco nel cielo durante i mesi estivi.

Rilascio di CO2 invece che sua cattura

Un’ultima considerazione. L’erba naturale realizza qualcosa che l’erba artificiale non è in grado di fare: ‘fissa’ nel terreno gas a effetto serra, soprattutto il biossido di carbonio CO2, e fornisce in cambio ossigeno. Al contrario la fabbricazione di erba artificiale richiede l’emissione di notevoli quantità di CO2 così come il suo trasporto.

Si… può… fare…

Indubbiamente anche l’installazione e la cura di un campo di erba naturale sono costose, perché bisogna individuare l’erba più adatta al terreno scelto, mantenerla rasata e irrigare.

La manutenzione di un prato molto vissuto è tutt’altro che impossibile. L’Orto Botanico di Città Studi a Milano è visitato da due o tre classi ogni giorno nel periodo dell’anno scolastico che coincide con il periodo di apertura dell’Orto stesso. I bambini e i ragazzi scorrazzano nell’Orto, giocano, si siedono per ascoltare gli istruttori e il prato rimane verde e fitto. Vi sono anche persone con passeggini che tranquillamente percorrono il prato. Questo dimostra che è possibile trovare persone competenti che forniscano indicazioni per installare un prato di erba naturale resistente e duraturo senza credere che una distesa di plastica sia il meglio che possiamo dare ai nostri ragazzi…

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