Cimitero settembre 2021

Devastano il cimitero perchè i cipressi sono “incompatibili”

Era l’ottobre 2020 quando già alberieco.net lanciava l’allarme sul progetto dell’amministrazione comunale di Torre Boldone di abbattere i cipressi dentro al cimitero, dopo aver già eliminato tutti quelli fuori.

Come sempre, allarme molto ben fondato, purtroppo.

É del 2 settembre 2021 la determina, a fima Roberta Maggioni, con cui la stessa dispone la “sostituzione” dei cipressi del cimitero, stanziando circa 5000 € (nostri: non suoi, non della giunta comunale che abita altrove). Soldi che andranno a beneficio della ditta “Picinali di Daniele e Paolo di Nembro” (dalla quale tutti gli amici di alberieco.net non compreanno mai più nemmeno una begonia, resta chiaro).

Alberi “pericolosi” come nelle solite paranoie del sindaco Sessa-Macario? Di “ostacolo” alle costruzioni edili con cui i vari palazzinari stanno con tutti gli aiuti possibili devastando il territorio rimasto? Utili a far lavorare qualche impresa “verde”? Analizzati dal solito perito?

Niente di tutto questo. Semplicemente “incompatibili“: così li definisce l’autoproclamatasi esperta in materia. Come se fossero una fontana rotta, un lampione fuori posto, ecc.

“Incompatibili”, quindi da eliminare. Come se un albero fosse qualcosa di accessorio e il suo valore più prezioso non sia la sua stessa esistenza. Anzi da “sostituire”, come se non avessero già dimostrato che la loro accezione di sostiture significa “eliminare in due fasi”, vedasi tra le tante la tragedia di viale Colombera.

Incompatibile chi?

Proviamo a vedere meglio in questa storia chi è incompatibile con cosa…

Incompatibile è sicuramente la sig.ra Maggioni (di cui trovate il CV qui), che si arroga il diritto di eliminare alberi perche lei stessa li definisce incompatibili. Incompatibile con qualsiasi ruolo operativo nella nostra comunità, e incompatibile con la possibilità di “fare sopralluoghi e decidere chi deve vivere e chi deve morire”, ai sensi del D.M. 10 marzo 2020 sugli obblighi nella gestione del verde pubblico.

Incompatibile è sicuramente chi è responsabile del verde pubblico a Torre Boldone, ai sensi del D.M 10 marzo 2020 che in questo paese viene sistematicamente violato, come se la legge riguardasse solo di cittadini e mai gli amministratori (per fortuna non sempre è così, lo sanno bene tutti quei dirigenti pubblici che hanno dovuto in questi anni pagare di tasca propria le conseguenze delle loro firme più scellerate, un tema su cui torneremo).

Incompatibile è sicuramente il sindaco Sessa-Macario con gli interessi della nostra cittadinanza e del nostro territorio, e con lui tutta la sua giunta che peraltro non risiede per la maggior parte nemmeno a Torre Boldone.

Tutta questa gente è “incompatibile“, e sicuramente tutta questa gente va “sostituita” al più presto. Risparmiando in questo caso anche i 5000€ di spese.

Abbandonati a loro stessi

Sono anni che questi alberi sono stati abbandonati a loro stessi, senza effettuare nessuna di quelle potature che agli occhi di questa gente li rendono ora “incompatibili”. Mentre quelli attorno venivano normalmente “mantenuti”.

Forse era un percorso scritto, per arrivare al momento in cui a qualcuno sarebbe stato dato il compito di abbatterli “dopo un sopralluogo”?

Vi sembrano incompatibili?

La folle determina

Leggiamo bene nero su bianco il pensiero di chi pensa che gli alberi vadano abbattuti in un cimitero perchè “incompatibili” (la Top Tower, che è in una posizione “in deroga”, invece no vero?).

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4 commenti

  1. Non ci sono parole.Ogni commento è inutile, tanto è tutto deciso.

  2. Questa amministrazione è incompatibile con il verde!!! Ricordiamoci quando andremo a votare!!!1

  3. Per fortuna che il famoso viale di cipressi citato da Carducci si trova in Toscana e non sotto le grinfie di questi incapaci (sempre che siano incapaci e non in mala fede). Il copione è sempre lo stesso: mancate potature, abbattimenti, sostituzione con alberelli insulsi (vedi via Colombera, via Roma, vicino alle scuole). Il tutto fatto ovviamente a spese dei contribuenti.

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