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Destinati al fallimento

Erano forse gli unici due alberelli che non sfiguravano nel posto dove sono stati messi a dimora durante la grande campagna che ha portato alla cancellazione di decine e decine di alberi lungo viale Lombardia a Torre Boldone.

Non sfiguravano principalmente perchè messi all’interno di una rotonda stradale, quindi le pretese erano pochine, e già il fatto di superare i 20 cm che costituivano l’altezza standard di quanto è stato messo in zona faceva di loro dei giganti.

Peccato che quando si agisce con lo spirito di cancellare gli alberi dal territorio, e quando la propria visione non distingue un albero da cestino dei rifiuti, evidentemente i risultati alla fine siano sempre e comunque uguali, senza alcuna capacità di fare passi avanti.

E così anche loro sono presto morti.

A poco tempo dall’intervento, nella loro rotonda brillano secchi e morti. L’alberello (invero messo “un po’ a caso”) che per anni è stato al loro posto è stato eliminato dalla sempre attiva motosega del Comune. Anche questi due ora non ci sono già più. Il risultato è sempre quello: a Torre Boldone niente più alberi. Non interessano. Danno fastidio.

Viale Lombardia

Ricordiamo come era e cosa è stato fatto in questa strada, grazie alle schede di alberieco.net. Un lungo viale che fino al 2019 era disegnato da un filare di alberi lungo tutto la sua estensione. Che fino a poco tempo prima era completato da un secondo filare di alberi sul lato opposto della strada, all’interno della fabbrica abbandonata.

Poi il disastroso uno-due. Prima la proprietà privata, con la sentita approvazione dell’amministrazione comunale, elimina del tutto gli alberi sul suo lato. Poi, nel 2019, l’amministrazione comunale provvede in prima persona ad eliminare tutti gli alberi, e ad asfaltare sopra a dove erano.

Dove c’era un filare di alberi adesso c’è asfalto. Dall’inizio di viale Lombardia fino al cavalcavia è questa l’evoluzione del territorio che ci è stata regalata.

Come era

Tutti gli alberi che vedete non ci sono più, al loro posto asfalto. Il “paese del verde” evolve così.

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