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Anfiteatro del cemento

Poche cose nella gestione di un territorio fanno arrabbiare come la distruzione di quel poco di verde comune che ci è rimasto. Soprattutto se condita dallo sbeffeggiamento di quelle persone che ci prendono anche in giro dicendo che loro “hanno creato più verde di quello che hanno distrutto“.

Il parco di via Donizetti è l’emblema di questa volontà di procedere con ignoranza e malafede.

C’era un parco, non bellissimo se vogliamo e sicuramente migliorabile (laddove invece nessuno ha fatto niente). Ma l’unica cosa da preservare in questo parco erano gli aberi relativamente più anziani, che ben si stagliavano e che, unici, fornivano ombra e panorama verde ai frequentatori (spesso usati addirittura da famiglie per picnic).

Poi è arrivato il sindaco Sessa, con la sua ottusa volontà di porre la mano e plasmare a sua cementizia immagine ogni angolo di pregio. E il parco è diventato uno spazioporto. Mentre la (brutta) area dei giochi per i bambini è diventata un tappeto di plastica sopra ad una collina di cemento.

Un milione di nuovi alberi

A difesa di questo intervento, che nella sostanza ha cancellato un’ampia porzione di verde sostituendola con cemento, il colonizzatore di Torre Boldone (ricordiamo che non ne è nemmeno cittadino…) ha risposto dicendo che avrebbe messo più alberi di quelli che ha fatto abbattere. Come al solito.

Tralasciando le ovvie e già dibattute considerazioni sulla stupidità di questo approccio, e sull’irrisorio valore di un alberello rispetto al un albero ben formato, tiriamo ora le somme anche sull’effettivo interesse del sindaco a raggiungere questo obiettivo.

E lo tiriamo a modo nostro, con qualche foto che dimostra la realtà di oggi rispetto al blaterare Facebook di altri:

Come si vede, anche qui (come nella vicina viale Colombera, ecc. ecc.) di mettere nuovi alberi non importava in realtà niente. Gli alberelli sono stati subito fatti soffrire e poi morire tutti, e il “problema” per chi ha voluto questo scempio finisce qua.

Ci restano un bel parcheggio ed una bella distesa di cemento, a imperitura gloria e memoria di quelle amministrazioni che ci lasceranno in eredità questa fantastica “città del grigio”.

Come era

Parco scuole: come erano
Parco scuole: come erano

Da confrontarsi con l’idea di miglioramento di un parco pubblico dell’amministrazione comunale (i due alberi in primo piano a sinistra sono lo stesso, per chi faticasse a capire che è lo stesso “parco):

Anfiteatro del cemento 4
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